Il significativo errore umano. Ecco cosa non potrà mai fare l’intelligenza artificiale.

Beethoven post apocalyptic athens eroica future - IA generated

Pubblico finalmente uno scritto sull’intelligenza artificiale e la musica, la cui stesura risale ai primi mesi del 2023. Lo rileggo oggi, nel febbraio del 2026, e ne confermo l’attualità.

Ecco cosa accadde, per dare un po’ di contesto.

Su invito, proposi lo scritto per una rivista online peer-reviewed. Il revisore, esperto di musica e intelligenza artificiale, – che accondiscese ad uscire dall’anonimato per discuterne del mio scritto con me in video-conferenza, ma che qui resterà anonimo – mi propose alcune modifiche che ne snaturavano l’idea base. Non potei accoglierle. L’articolo non fu pubblicato. Ironia della sorte, il revisore stesso pubblicò, a seguire e sulla stessa rivista, un suo articolo su musica e intelligenza artificiale che incoroporava alcune delle cose che erano qui scritte e altre delle quali avevamo discusso nel nostro unico incontro in video-conferenza.

Decido quindi di pubblicare questo breve scritto in autonomia, in modo che possa essere fruito da che ne abbia voglia, motori di ricerca e varie intelligenze artificiali, ma soprattutto persone umane.

Beethoven post apocalyptic athens eroica future - IA generated

L’intelligenza artificiale occupa il dibattito odierno in maniera pervasiva, e, per via dei suoi rapidi sviluppi, rappresenta un bersaglio mobile, difficile da centrare.
L’IA si basa su reti generative avversarie (GAN): due programmi competono tra loro finché viene generato autonomamente un output “originale”, cioè non appartenente alla base dati di partenza (big data), che inganna il programma discriminatore. Le catene o reti di Markov incamerano mutamenti di stato probabilisticamente co-varianti. L’attivazione di queste reti dà origine al riconoscimento dei caratteri, delle figure, dei fonemi, ecc. Sono disposte su più piani via via più astratti (deep learning), ed emulano ciò che grazie alle neuroscienze conosciamo circa la struttura delle reti neurali del cervello umano. [Cfr.: M. Mitchell, L’intelligenza artificiale: una guida per esseri umani pensanti, Torino, Einaudi, 2022.]

Con la recente apertura dell’IA al pubblico, è proprio l’utente umano a fare da “addestratore”, spesso senza esserne consapevole.
La base dati è raccolta da quanto è reperibile sulla rete. Qui il primo campanello d’allarme: sebbene tutte le fonti non peer-reviewed, Wikipedia in primis, possano permettere un generale innalzamento delle conoscenze medie di coloro che ne hanno accesso, è impossibile avere un significativo avanzamento di conoscenza specifica laddove i contenuti non siano sottoposti al vaglio di un ristretto gruppo di esperti di settore, ma all’approvazione “democratica” dell’utente medio. [Cfr.: J. Steinhauer, History, Disrupted: How Social Media and the World Wide Web Have Changed the Past,Cham, Springer, 2022.]

Potenzialmente, l’IA è un infinito generatore di contenuti che funge da base dati per ulteriori addestramenti dell’IA stessa, in un circolo vizioso che può portare alla paralisi del sistema dell’informazione, e quindi della conoscenza lì veicolata: una sorta di inestricabile biblioteca di Babele.

Reputo che il punto debole dell’IA sia congenito nella struttura del computer stesso: macchina deterministica che segue la logica causa-effetto, prettamente consequenziale. La casualità generata dal computer è pseudo-casuale: è prodotta mediante algoritmi che danno l’impressione di imprevedibilità, talvolta ricorrendo a fonti esterne in grado di aumentare l’entropia del sistema.

L’universo pare solo probabilisticamente deterministico. Rifiutare questo margine di casualità, oltre a contravvenire quanto suggerisce il principio di indeterminazione di Eisenberg, forse potrebbe implicare l’abbandono del libero arbitrio, la volontà, l’inconscio (Freud), il caso e la spiritualità (Cage), il pensiero laterale e l’errore come manifestazione di una volontà inespressa (Oblique Strategies di Eno), l’intuizione e la creatività in generale.

Kurzweil, pioniere dell’IA, pur credendo fermamente nella riproducibilità computerizzata della mente umana e addirittura dello spirito, inteso dalla sua personale posizione ateo-tecnologica, considera l’attività artistica come quella più complessa. [Cfr.: R. Kurzweil, How to create a mind, New York, Penguin, 2013.]
Egli ammette che l’opera dell’artista creatore, inventore di nuove opere d’arte, vada oltre i nessi causa-effetto aspettati per trovare soluzioni significative.

I compositori che hanno segnato la storia, dopo aver raggiunto la perfezione tecnica mediante un duro apprendistato, sono andati oltre il bagaglio di conoscenze che la contingenza storica forniva loro. Hanno sviluppato la tecnica compositiva, superandone le regole, talvolta fino a rivoluzionarla. Alcuni sono stati dei visionari, così anticipatori dei tempi da essere trascurati durante la loro vita. Si pensi alla celeberrima Sinfonia incompiuta di Schubert: fu eseguita per la prima volta circa quarant’anni dopo la morte del compositore, eppure il pezzo ci emoziona tutt’oggi e continuerà a farlo.

L’IA sostituirà i musicisti? No, almeno fino a quando i musicisti resteranno umani.

Elia Andrea Corazza (Elijax)

Beethoven post apocalyptic athens eroica future - IA generated
Beethoven post apocalyptic athens eroica future – IA generated

Concerto sinfonico – Gabriele Ferro, Teatro Massimo Palermo

Elia Andrea Corazza, orchestra del Teatro Massimo di Palermo. Prova. Sintropia 2, dalla raccolta Il Lai dell'universo di Gabriele Ferro, Palermo, dicembre 2024. © Elia Andrea Corazza, 2024, all rights reserved

Grande successo per il concerto inaugurale della stagione sinfonica del Teatro Massimo del 5 dicembre diretto dal Maestro Gabriele Ferro.

Vi è stata la prima esecuzione assoluta del suo pezzo Sintropia 2 (dalla raccolta Il Lai dell’universo) – un pezzo composto negli anni Sessanta ma di una originalità assolutamente contemporanea, al quale ho collaborato realizzandone la trascrizione, l’elettronica, alcune letture con orchestra e, dal vivo, al mixer con la diffusione dell’elettronica.

Così scrive Gabriele Ferro nell’emozionante libretto di sala:

“Ringrazio il maestro Elia Andrea Corazza, mio allievo prediletto dai corsi dell’Accademia di Fiesole, che mi ha assistito nella preparazione di questo concerto”, Gabriele Ferro.

"Ringrazio il maestro Elia Andrea Corazza, mio allievo prediletto dai corsi dell'Accademia di Fiesole, che mi ha assistito nella preparazione di questo concerto", Gabriele Ferro. Elia Andrea Corazza, orchestra del Teatro Massimo di Palermo. Mixer. Sintropia 2, dalla raccolta Il Lai dell'universo di Gabriele Ferro, Palermo, dicembre 2024. © Elia Andrea Corazza, 2024, all rights reserved
“Ringrazio il maestro Elia Andrea Corazza, mio allievo prediletto dai corsi dell’Accademia di Fiesole, che mi ha assistito nella preparazione di questo concerto”, Gabriele Ferro. Elia Andrea Corazza, orchestra del Teatro Massimo di Palermo. Mixer. Sintropia 2, dalla raccolta Il Lai dell’universo di Gabriele Ferro, Palermo, dicembre 2024. © Elia Andrea Corazza, 2024, all rights reserved

Unquestionable Answers & Attraverso

Attraverso by Elijax - image Antica dispensa by Emidio Bernecoli

UNQUESTIONABLE ANSWERS is pervaded by a chorale played by strings, which expands and contracts. Some tinkling glockenspiels and heavily filtered white noise are added in the highest part of the spectrum. The elaboration of the parts generates tensive crescendos which culminate in explosions. The decays of the blasts are characterized by arpeggi of synthesized plucks, in stochastic major/minor chords. All the music materials are based on the tone row discovered by Anton Webern in his unfinished opus 32.
The title is a reversed quotation of Unanswered Question by Charles Ives. In my composition I testify the complete overturning of the meaning of Ives’ masterpiece. The contemporary human being can not ask questions, can not search for answers, can not pursue a higher meaning and can not seek for a teleological meaning of the existence. The real questions are banned. The answers are pre-established, inculcated in the masses and in every human being since its conception. While incapable of questioning, the contemporary human being must follow ready-made answers, with operose passiveness, as imposed by the contemporary society. We are running frantically in order to stay still while the universe and the immutable celestial stars evolve.
The piece takes inspiration from, and thus is dedicated to, Aldous Huxley (for his Brave New World Revisited) and to Giorgio Agamben (for his Homo Sacer).


ATTRAVERSO (THROUGHOUT) Luigi Russolo’s writings, paintings and thoughts about the futuristic orchestra gave birth to the modern poetics of composition. The noise of urbanized cities, of technology, and also of weapons, is integrated in the so-called “classical” music. Everything is noise, or the silence is noise… the boundaries between organized sound and noise are overcome. From a philosophical perspective, randomness (indetermination) is absolute, and the idea itself is overcome by the concept of integration of a deterministic randomness, or by a rational indetermination.
My sound experimentations begun with a survey on noise: random noise, pseudo-random noise (as generated by computers), or “unrepeating random noise”, in which all samples are unique. I generated one second of an unrepeating random noise at 48KHz, which I used as a ground for the ideas of this composition. It is an interesting concept, since the randomness of the samples following the first sample decreases with the number of samples generated, until the last one which is necessary. I downsampled this second of generated unrepeating noise, finding a tone row, and I evaluated the potential of the pitch classes.
After deciding the structure of the piece and some tone colors, I composed freely. Eventually I used some previous samples of mine which fitted with the overall sound/noise.
The first part is sidereal. A few kinds of glockenspiels are generated from the noise passing throughout some filters with self-resonance and resonators. The crescendi are made by granular delays. At minute 3 there are some stable pitches made with a reversed reverbered granular harp, with stretched waveforms. Over this, around 4 minutes and 30 seconds there is chorale played by a string orchestra, made upon the tone-row of the previous glockenspiels and resonators. Around minute 8 there is an arpeggiator on randomized minor chords and a random drum.
This piece is a tribute to the composer from Portogruaro, to his coherence, to his vitality and dynamism, to his theories and artistic output, which, throughout times, still inspires us.


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Attraverso by Elijax - image Antica dispensa by Emidio Bernecoli
Attraverso by Elijax – cover art “Antica dispensa” by Emidio Bernecoli

Finalmente Alighieri!

Trittico Dante by Elijax - voice Emy Bernecoli - cover IN SELVA VERITAS by Emidio Bernecoli

Finalmente Alighieri! sarà eseguito al prestigioso Festival Amfiteatrof di Levanto, nella sonorizzazione di Dante Tanzi all’Acusmonium Audior di Eraldo Bocca.

Venerdì 26 agosto, ore 21:30, Auditorium, Levanto Music Festival, Levanto

Tutte le informazioni qui. AUDIOR 26 agosto.

Note dal programma

Elia Andrea Corazza “Finalmente Alighieri!” [2022] 6:48

Assieme agli altri brani facenti parte del trittico vincitore del concorso internazionale “De Institutione Musica” nell’ambito del Festival Dante 2021, “Finalmente Alighieri!” si basa su una selezione di versi tratti dalla Divina Commedia di Dante Alighieri. La voce di donna che recita gli endecasillabi, trattata elettronicamente, ha fornito tutti i materiali sonori. Essa evoca idealmente Beatrice, il motore immobile dell’amore del Sommo Poeta, e viene elaborata mediante procedimenti di allungamento (time-stretching), trasposizione e granulazione. Il campo di sperimentazione è concentrato su tre aspetti dell’emissione parlata: le vocali (altezza), le consonanti (transienti) e i respiri, manipolati nello spazio temporale percettivo che intercorre fra quantum sonoro, fonema e parola riconoscibile. Le forme sono create dal rapporto dialettico che si instaura tra percettibile / impercettibile, riconoscibilità / irriconoscibilità, regolare / irregolare, finito / infinito, temporale / atemporale, tensivo / distensivo.
“Finalmente Alighieri!”, il primo brano del trittico, è in forma tripartita. Nella prima parte la lettura dei versi è accompagnata da un corale che gradualmente si genera dall’allungamento di alcune vocali man mano che sono presentate nel testo parlato. La parte centrale è di maggior tensione: i versi e le parole sono frammentate, compaiono i respiri isolati, i transienti delle consonanti appaiono in rilievo, le voci si sovrappongono. La generazione delle sequenze è qui realizzata attraverso la sintesi granulare e alcuni procedimenti stocastici. Le luminescenze acutissime e i colpi gravi nascono dalla trasposizione dei materiali e dal loro re-inviluppo, sia in ampiezza che in altezza. Nella parte finale i frammenti e i respiri gradualmente si estinguono e riemerge il corale, basato sull’allungamento dei materiali. Diversamente dall’inizio qui le parole scompaiono, lasciando risuonare soltanto le componenti armoniche della voce, che metaforicamente richiamano l’armonia celeste e la convergenza dell’universo verso l’energia pura.